L'origine del cognome Esposito

La Real Casa Santa dell'Annunziata di Napoli era un'antica istituzione finalizzata all'accoglienza dei neonati abbandonati. Nacque nel XIV secolo insieme alla "ruota", una specie di tamburo di legno di forma cilindrica dove venivano introdotti i bambini poi raccolti all'interno da balie pronte ad intervenire ad ogni chiamata. La "ruota" è stata chiusa il 22 giugno 1875, ma i neonati sono stati accolti nel brefotrofio fino al 1980.

Gli ospiti dell'istituzione venivano chiamati "figli della Madonna", "figli d'a Nunziata" o "esposti" cioè esposti alla protezione della Madonna. Da qui il cognome Esposito di cui si ha la prima testimonianza scritta nell'Archivio della Real Casa di Napoli con "Fabritio de anni due gettato" all'Annunziata il 1° gennaio 1623 alle 3 e mezza.
Questo cognome fu utilizzato per tutti gli "abbandonati" fino al 1814 quando Gioacchino Murat, generale francese, cognato di Napoleone Bonaparte ed infine Re di Napoli, eliminò questa consuetudine. Il cognome Esposito è tuttora il più diffuso nella regione Campania.
 

Il cognome più diffuso a Napoli è Esposito
La ruota dove venivano introdotti i bambini abbandonati


Esposito, considerato come un marchio infamante, non poteva più essere utilizzato: era compito quindi dell'ufficiale civile, che registrava gli ingressi dei bambini, il dover inventare un cognome per ogni giorno dell'anno.
Ci si lasciava ispirare dalla vita quotidiana: se c'era il sole, gli orfanelli di quel giorno si sarebbero chiamati Splendente; se qualcuno bussava alla porta nel momento del primo abbandono della giornata, il cognome sarebbe stato Tocco e così via.
L'illustre scultore e disegnatore Vincenzo Gemito fu introdotto nella ruota il 17 luglio 1852 (il giorno dopo la sua nascita) e gli fu attribuito il cognome Genito ("quello che è generato, figliuolo") che in seguito a causa di un errore di trascrizione divenne Gemito.

18 novembre 2013 - Articolo tratto da ilMattino

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