In Italia, anche se sposata, la donna mantiene il cognome da nubile.
L'art. 143-bis del codice civile stabilisce che "la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze".
La normativa attuale sul diritto di famiglia però prevede che la moglie conservi il suo cognome di nascita e che il cognome del marito non venga riportato in nessun documento (carta d'identità, patente, passaporto). Si può però far aggiungere nei documenti ufficiali la dicitura "coniugata XXX".
Pertanto per poter modificare a tutti gli effetti il proprio cognome aggiungendovi quello del marito occorre invece intraprendere la pratica di modifica dello stesso rivolgendosi al Ministero dell'Interno.
Nel mondo è comune per le donne perdere il proprio cognome e acquisire, a seguito del matrimonio, quello del marito che verrà poi anche trasmesso ai figli.
Fa eccezione il Giappone dove entrambi i coniugi possono cambiare cognome, anche se nella prassi scelgono principalmente di mantenerli entrambi uniti da un trattino.
In alcune nazioni (es. Romania) è vietato mantenere un cognome che non sia quello del marito, mentre in altre si può conservare il cognome da nubile, ma si tende a suggerire ed incentivare il cambio.
In Ungheria ed in Lituania le donne sposate sono chiamate con il cognome e il nome del marito seguiti da un suffisso. Ad esempio: la moglie dell'ungherese Szabó Jáno prenderà il nome di Szabó Jánosné, mentre quella del lituano Danilevičius sarà chiamata Danilevičiene.
