Fabbri o Righi: il perché dei cognomi a Bologna

L'uomo è un animale sociale, diceva Seneca. Basta andare a vedere l'origine del proprio nome familiare per rendersene conto: a partire dal cognome si possono scoprire curiose appartenenze a gruppi parentali, lontane provenienze geografiche o il mestiere dei propri avi. Ora l'antroponimia, la disciplina che studia i nomi di persona, non è più solo erudita passione di pochi, ma chiunque può farsi contagiare dalla moda genealogica grazie al web. Tantissimi siti ricostruiscono la storia dei cognomi italiani, rivelando anche bizzarri aneddoti. In altri invece si può selezionare una regione o una città per trovare i nomi più diffusi nella zona. Noi abbiamo provato con la provincia di Bologna. Ed ecco la classifica dei primi quindici più attestati.

Al primo e al secondo posto Rossi e Ferrari, i cognomi più comuni in tutto lo Stivale. Sul terzo gradino del podio emiliano Nanni, tipico di tutto il centro Italia, che deriva probabilmente da una caduta delle prime lettere del nome Giovanni. Subito dopo c'è Fabbri che, come la variante veneta Favero, risale al latino faber, artigiano, la probabile occupazione svolta dai capostipiti della famiglia. Borghi, il quinto cognome più diffuso, nasce come soprannome originato dai tanti toponimi che utilizzano il termine Borghi, come Borgo Capanne. Monti, al sesto posto in classifica, così come Montanari, al decimo, è legato a una provenienza montanara del capofamiglia. Rinaldi deriva da Rhinaldo, l'eroe delle canzoni cavalleresche, latinizzazione del germanico Raginwald, nome augurale che significava "uomo di governo adatto al comando". Monari, tipicamente emiliano, risulta da un soprannome dialettale attribuito al capostipite che di mestiere faceva il mugnaio. Al nono posto troviamo Righi, che nasce da un accorciamento di nomi come Amerigo e Federigo. La derivazione di Barbieri, in undicesima posizione, è la professione del barbiere, che in epoca antica era una sorta di medico. Segue Carli, diffuso non solo in Emilia ma anche in Toscana e nel Veneto, che proviene dal nome medievale Carolus, latinizzazione del germanico Karl, uomo libero. Russo, cognome di cui si hanno le prime tracce in un atto notarile del 1200 redatto in Lunigiana, ha origine incerta: secondo l'ipotesi più accreditata allude al colore fulvo dei capelli, che in epoca antica era fonte di superstizione; altrimenti potrebbe essere un adattamento del germanico Rotz. Infine Grandi, che potrebbe derivare o da soprannomi legati alla corporatura del capostipite o dal medievale Grande, italianizzazione del latino Magnus.

Se poi si dà un'occhiata ai nomi noti nella classifica bolognese, troviamo Cremonini, Mantovani, Carboni,Calzolari,Ventura. Il cognome del cantante Cesare arriva curiosamente da Padova, dove nel '600 insegnava un omonimo filosofo aristotelico. Quello di origine di Nicoletta Pavarotti proviene dal toponimo mantovanus. Luca Carboni aveva probabilmente antenati venditori di carbone mentre il presidente di Legacoop, Gian Piero, si ritrova nell'albero genealogico avi calzolai. Infine la famiglia di Simona Ventura, nata a Bentivoglio, a pochi chilometri dalla città, vanta un nome che, come la variante Venturi, nel Medioevo era imposto come buon augurio.

29 settembre 2010 - Articolo di Isabella Fantigrossi
tratto da Corriere.it
29 settembre 2010

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