"Trattato come un terrorista per il cognome islamico"

Star di Bollywood fermata in aeroporto

In India è uno dei divi più celebri e amati del momento, i suoi film arrivano anche negli Stati Uniti, ma per gli agenti in servizio all'aeroporto di Newark, nel New Jersey, il suo cognome dal suono arabeggiante è bastato a trattenerlo per due ore.

E' accaduto ieri a Shahrukh Khan, 43 anni, considerato il "Tom Cruise di Bollywood" e inserito dal magazine Newsweek nella classifica dei 50 uomini più influenti del mondo. Lo stesso attore ha denunciato il fatto, secondo lui basato sull'atteggiamento razzista del personale aeroportuario, rivelando di essere stato liberato solo dopo l'intervento della diplomazia indiana.

Secondo Khan, l'unica ragione dell'accaduto risiederebbe, per l'appunto, nel suo cognome. "Mentre stavo aspettando i miei bagagli - ha raccontato il divo ad una tv indiana - uno dei computer dell'aeroporto ha segnalato il mio cognome come sospetto. Le guardie mi hanno immediatamente condotto in una stanza per interrogarmi e, malgrado avessi tutti i documenti in regola, mi hanno tenuto sotto torchio per due ore prima di farmi fare una telefonata all'ambasciata indiana. A quel punto, i diplomatici hanno confermato quanto io stavo già sostenendo per tutto il tempo: che sono un attore di Bollywood."

Le autorità statunitensi cercano di sdrammatizzare l'accaduto sostenendo che si è trattato di una semplice misura di sicurezza di routine, ma solo qualche giorno fa la Continental Airlines aveva chiesto scusa all'ex presidente inidano Abdul Kalam per averlo perquisito all'aeroporto di New Dehli.

16 agosto 2009 - Articolo tratto da Repubblica.it
16 agosto 2009

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