Stesso nome, cognome, età di un delinquente: l'odissea tragicomica di un avvocato

La perfetta omonimia gli ha portato guai a non finire.
Ecco la lettera della vittima di un destino beffardo

Quando la realtà sembra un film. Quando la vita di uno stimato avvocato con studio a Milano si trasforma in un brutto sogno che si realizza. La sua colpa? Avere un nome (Carmelo) e un cognome (Mendolia) poco diffusi ma ugualmente molto noti in quel di Gallarate a causa dell'interminabile curriculum criminale di un altro Carmelo Mendolia nato - ovviamente - lo stesso anno del legale (il 1968).
Chi ha visto "Fracchia la belva umana" con il grande Paolo Villaggio rovinato dal suo sosia criminale incallito, può farsi un'idea della situazione nella quale si è ritrovato il Mendolia buono a causa del Mendolia cattivo appena, qualche anno fa, dalla sua Messina si è trasferito a Gallarate.
Il Carmelo avvocato, per raggirare l'incredibile serie di equivoci e problemi provocati dal fatto di vivere nella stessa città del quarantenne "birbaccione", ha persino cambiato residenza. Fine dell'incubo? Sì, per qualche mese. Ma l'altro giorno, come spiega in una lettera al direttore il diretto interessato, tutto è ricominciato.

Caro Direttore,
prendo spunto dalla notizia pubblicata nell'edizione di sabato 11 aprile del suo quotidiano per raccontare una curiosa storia di omonimia. L'articolo era il seguente "Pizzicato con una pistola al bar, un pluripregiudicato arrestato dalla squadra mobile della polizia di Varese. L'uomo, Carmelo Mendolia, 40 anni, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio ed in materia di sostanze stupefacenti, è stato bloccato in un bar a Gallarate con una pistola calibro 7.65 con colpo in canna e caricatore inserito contenente 7 cartucce".
La notizia di ordinaria cronaca nera potrebbe anche non destare particolare attenzione...a patto di non essere omonimo e coetaneo del soggetto arrestato.
Un insolito scherzo del destino, infatti, ha voluto che due quarantenni aventi il medesimo (e tutt'altro che diffuso) cognome e nome si trovassero a vivere nella stessa città. La circostanza, come immaginerà, mi ha visto protagonista (mio malgrado) di una serie di incredibili, imbarazzanti e, a volte, finanche divertenti equivoci.
Il primo episodio risale al 2003 quando un mio collega avvocato mi telefonò allarmato dicendomi che al Tribunale di Gallarate era in corso di trattazione un'udienza penale che mi riguardava. Gli risposi dicendo che, non occupandomi di penale ma trattando esclusivamente diritto amministrativo, la cosa mi sembrava alquanto inverosimile. Lo stupore, tuttavia, mi colse quando il collega mi riferì che tale Carmelo Mendolia nato nel 1968 non era in udienza in qualità di avvocato ma nella ben diversa veste di imputato.
Equivoci a catena si verificarono anche in occasione della ricerca di una donna di servizio quando, dopo una lunga selezione, quella finalmente ritenuta idonea da mia moglie neppure si presentò per il periodo di prova a causa delle mie pessime referenze (?). In un primo momento pensai che la signora non fosse completamente in sé, invece, successivamente appresi che ragionava benissimo e che il suo rifiuto scaturiva dall'avermi scambiato per qualcun altro.
Poco tempo dopo rischiai quasi il linciaggio verbale in occasione della richiesta di leasing per l'autoveicolo.
La notizia pubblicata non solo dal suo giornale contribuirà al verificarsi di nuovi equivoci che, se lo riterrà, potrò raccontarle alla prossima occasione.
Firmato: Carmelo Mendolia
14 aprile 2009 - Articolo tratto da LaProvinciaDiVarese.it
14 aprile 2009

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