I cognomi augurali

Nella prima puntata abbiamo dato uno sguardo ai cognomi dei trovatelli, i bimbi che nessuno voleva: occupiamoci adesso del caso inverso, cioè dei figli desiderati, a volte attesi a lungo, invocati: che fossero eredi di famiglie facoltose o semplicemente di coppie amate e benvolute dai concittadini, si trattava di neonati che meritavano un cognome particolare.

Ecco spiegato il significato dei cognomi gratulatori, che esprimono cioè le congratulazioni di parenti e amici per la nascita dell'erede, e di quelli augurali, che attestano la gioia dei genitori,o i buoni auspici dei conoscenti per il bimbo e la famiglia.

Gran parte di questi cognomi deve la sua origine all'aggettivo buono, a sua volta radice del cognome augurale Boni, che viene alterato in Bòn e quindi associato ad altri sostantivi: è buono, ad esempio, ilneonato, ed ecco allora cognomi come il semplice Bonfiglio (con le alterazioni Buonfiglio, Bonafiglia, Bonfiglioli, Bonfiòli), o Bonfante, con i relativi Bonfanti, Buonfante, Bonfantini, che è diffuso prevalentemente al nord e deriva dal latino bonus infans, "buon bambino", come dall'antico significato difante, fantino, ovvero "bambino, ragazzo, figlio".

E' buono, e fortunato, il destinodei genitori: è il caso di cognomi come Bonaventura (con il frequentissimo derivato Ventura), letteralmente "buona sorte", o il raro Bonaugurio, o ancora Boninsegna, "buon segno", tipico del nord est.

Analoghi, ma con una più spiccata connotazione sociale, sono Bonaiuti, ovvero "buon aiuto", diffuso principalmente in Toscana e Emilia Romagna (mentre i derivati Bonàiti e Bonàita, da aìta, voce antica per "aiuto", sono perlopiù lombardi) e Buonaccorsi o Bonaccorsi, che ha un discreto nucleo in Sicilia, ed è composto dell'emiliano Accorsi, a sua volta derivato da Accorso, nome medievale per "soccorso, aiuto": sono cognomi che sottolineano la funzione economica del figlio, "venuto in soccorso, in aiuto" alla famiglia povera, futuro sostegno, con il suo lavoro, per i genitori.

In altri occasioni è celebrato il momento temporale della nascita, ed è il caso di Bongiorno (o Buongiorno), molto comune al sud, o del nordico Bonora (con il relativo composto inverso Orabona, che ha un epicentro nel casertano), come anche di Bontempo (Buontempo, Bontempi, Buontempi, Bontempelli), o del frequente Bonanno (o Buonanno), relativi al "buon tempo" o al "buon anno" in cui si verifica la nascita.

Più propriamente augurali sono invece quei cognomi che indicano le future qualità (quasi sempre morali) del neonato: ad esempio Boncompagni, da cui derivano anche i tronchi Compagni e Pagni, originato dalla speranza che il bimbo possa diventare "un buon compagno", e Bonamici (o Buonamici), dall'analoga speranza "che sia un buon amico", entrambi diffusi al centro nord.

Rubrica curata da Claudia Busetto

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