News :: Cognomix.it http://www.cognomix.it/articolo_leggi.php Le ultime NEWS di Cognomix.it Thu, 17 May 2012 22:13:45 +0200 it-IT info@cognomix.it Copyright 2012 http://www.acdmultimedia.it/ Il cambio del cognome di persona maggiore di età http://www.cognomix.it/articolo_leggi_109.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_109.php cambiare cognome. Tale decisione matura con forza nel giovane, dopo essere venuto a sapere che il cognome posseduto lo lega ad un uomo, ad un presunto padre, che nella realtà dei fatti "non lo è".

Il ragazzo, infatti, viene cresciuto dalla madre naturale e dal suo compagno, quest'ultimo reale punto di riferimento del giovane e quindi reale figura paterna. Il giovane, neo maggiorenne, si trova così a dover far fronte ad una verità diversa! Risultano essere due le iniziative che il giovane protagonista decide di intraprendere: in primis, promuovere l'istanza per il mutamento del cognome (appare doveroso, a parere del ragazzo, assumere il cognome di colui che da sempre si è mostrato un vero padre, ovvero il compagno della madre!) e, in contemporanea, l'azione di disconoscimento di paternità.

Ebbene, prima di analizzare la normativa che disciplina il caso descritto, è bene volgere l’attenzione alla Carta Costituzionale, ove risulta essere espressamente tutelata l’identità personale, ex art. 2 Cost.. L’identità personale è un mero diritto soggettivo, inteso come diritto ad essere se stessi e a far sì che venga rispettata l’immagine di partecipe alla vita associata, nonché le proprie idee, esperienze, convinzioni e quindi tutto ciò che contribuisce a formare l’individuo. Il diritto al nome, nello specifico, costituisce uno dei diritti fondamentali di ciascun individuo, ex artt. 2, 22 Cost.. Costituzionalmente parlando, si individua, quindi, un’espressa difesa della personalità nella sua "complessità" ed "unitarietà".



L’art. 6 c.c., rubricato "diritto al nome", sancisce chiaramente il principio dell'immutabilità del nome e del cognome: "ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito. Nel nome si comprendono il prenome e il cognome. Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati". Per cui il cambio e la modifica del nome e del cognome rivestono caratteri eccezionali e possono essere ammessi solo in presenza di "situazioni cc.dd. rilevanti". Si pensi ad un cognome ridicolo o vergognoso o perché rivela l’origine naturale o "per motivi diversi" (…). Il D.P.R. – 3 novembre 2000, nr. 396, ex artt. 84 et ss., disciplina l’iter amministrativo necessario per promuovere l’istanza relativa al cambiamento del nome e/o cognome. Quest’ultima, infatti, va inoltrata al Prefetto del luogo di residenza o nel cui territorio è situato il comune che ha l’atto di nascita trascritto. Istanza che verrà accolta solo in caso di motivazioni significative e profonde, per poi essere trasmessa al Ministero dell’Interno.

Il Prefetto, pertanto, in un’iniziale fase di valutazione dell’istanza, dovrà assumere essenziali informazioni e successivamente esprimere un proprio parere tecnico da trasmettere al Ministro competente. Per quanto concerne l’eventuale, contemporanea, azione di disconoscimento della paternità è da rilevare il termine di decadenza all’esercizio dell’azione, la quale potrà essere intrapresa (ex art. 244 c.c.): dal figlio, entro 1 anno dal compimento della maggiore età o dal momento in cui venga successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento.

Non di recente, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12641 del 26 maggio 2006, ha affermato, con enfasi, che ”bisogna avere essenziale riguardo all’identità personale posseduta dal minore nell’ambiente in cui è cresciuto (…)". Il minore, o il ragazzo, a dir della Corte, prende consapevolezza della sua identificazione cognominale, frequentando le organizzazioni educative scolari, maturando una precisa identità personale per il fatto di essere conosciuto nella cerchia sociale dove vive (con il cognome posseduto!)".

Insomma, partendo da queste basilari ragioni normative e giurisprudenziali, di regola, non è ammesso il mutamento del nome e/o cognome! Se ciò avvenisse, con facilità ed automaticità, si assisterebbe ad un palese nocumento alla serena ed equilibrata crescita psicofisica della persona ed alla sua vita di relazione. Ma ci si chiede: se il cognome si è radicato nel contesto sociale in cui il giovane, ora maggiorenne, si trova a vivere (identificandolo personalmente), permettere il mutamento del cognome significherebbe, sempre e comunque, concretizzare una privazione di un elemento essenziale della personalità? Oppure, in qualche modo, gioverebbe all’interessato rispetto, per esempio, ad una "verità diversa" che lo riguarda direttamente e che potrebbe condizionarlo maggiormente nel futuro?]]>
Fri, 04 May 2012 16:55:21 +0200 Cognomix.it NEWS
Da Usmate a Pirla, i nomi bizzarri dei paesi del Ticino http://www.cognomix.it/articolo_leggi_107.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_107.php paesi dai nomi più bizzarri parte proprio da qui, da Pirla. Un ridente nucleo composto da una decina di case e qualche residenza secondaria attorno. Pirla, frazione di Monteggio, è tutto qui. Il posto è davvero carino ma non è fuori luogo pensare che un ulteriore sviluppo del paesino possa essere stato frenato proprio dal suo nome. Non è poi così bello vedere la dicitura “Pirla” sotto il proprio nome nell’elenco telefonico. Ne sa qualcosa il signor Roberto Galeazzi, che per anni è stato schernito dai ragazzini del Malcantone con l’appellativo “il Pirla di Monteggio”.

Ma i ragazzini si sbagliano, come ci spiega Ottavio Lurati, già professore di linguistica all’Università di Basilea e autore del libro “Nomi dei luoghi e delle famiglie”, edito da Armando Dadò. “Pirla in questo caso non deriva da Pirlus, che significa pene, cosa che sporge, bensì da Pirula, piccola pietra.



E il vicino villaggio di Suino, era magari abitato da maiali? “No, non c’entra coi suini” spiega Lurati, “ma con i soldati svevi, chiamati suevi, che erano lì al confine a fare la guarnigione. Anche Savosa, che un tempo si chiamava Sovosa, e Soazza, versione moderna di Sovazza, hanno la stessa origine.”

C’è poi Orino, frazione di Collina d’Oro. Che però non è il luogo dove i ricchi abitanti della collina scendono a svuotare i serbatoi corporei, bensì la zona che fa da orlo sul lago. Orino significa infatti piccolo orlo, piccolo ör, in dialetto.

Possiamo anche rassicurare gli automobilisti che passano per Guasti, presenti sia a Neggio che a Vernate che a Montagnola. I guasti non si riferiscono all’auto: derivano dalla parola longobarda “Wastian”, ovvero “zona non coltivata”.

Anche oltreconfine i nomi curiosi non mancano, tra i vari Bulgarograsso, Lozza, Azzate, Buguggiate e l’ormai celebre Usmate, che con l’aggiunta di Carate ha raggiunto la popolarità grazie ai “Frontaliers”. “Usmate non ha nulla a che fare con usmare, che vuol dire annusare” racconta ancora Lurati. “In dialetto lombardo usmaa voleva dire zona paludosa. Quindi Usmate significa zona dove ci sono tante paludi. Mah, sti latini. Se si pensa che alla più grande città del Cantone, Lugano, hanno dato il nome di “zona dove c’è il bosco”...]]>
Fri, 20 Apr 2012 17:35:03 +0200 Cognomix.it NEWS
Cambiare cognome è più facile: pensa a tutto il Prefetto http://www.cognomix.it/articolo_leggi_106.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_106.php tutte le competenze al prefetto, mentre finora la procedura era gestita tra centro e periferia, con lo scambio di carte tra ministero dell'Interno e prefettura che faceva allungare i tempi fino a un anno e mezzo.

È vero che in un passato neanche tanto lontano per cambiare il cognome occorrevano tre anni, ma è altrettanto vero che le richieste sono notevolmente aumentate e una procedura come quella attuale – che prevede di presentare l'istanza al prefetto, il quale istruisce la pratica e la trasmette al ministero, che a sua volta rimanda le carte in periferia con un decreto provvisorio, che diventerà definitivo dopo un certo lasso di tempo – è troppo faticosa e penalizzante per i cittadini.

Via, dunque, alla semplificazione. In un prossimo futuro penserà a tutto il prefetto: riceverà la richiesta di cambiamento del cognome e deciderà se accogliere o meno l'istanza. In questo modo i tempi dovrebbero notevolmente ridursi. Al ministero resterà il compito di emanare le linee guida e sbrogliare eventuali nodi interpretativi delle nuove disposizioni.

La novità farà piacere ai cittadini che pensano di cambiare cognome perché quello che possiedono è fonte di disagio sociale, alle signore divorziate o vedove risposate che chiedono di aggiungere per i figli il nome del nuovo marito a quello del primo, a quanti aspirano ad acquisire un nome d'arte.

Ma farà piacere soprattutto a chi chiede di aggiungere il cognome materno a quello paterno. Si tratta, infatti, di istanze in continua crescita, che ora oltrepassano le 400 domande l'anno. Lo dimostrano i numeri: nel 2009 le richieste complessive di cambiamento del cognome erano 2.134, diventate – per effetto soprattutto delle richieste di aggiunta del cognome materno a quello paterno – 2.982 nel 2010 e 1.961 a inizio agosto 2011. Aumento che ha finito per determinare anche un rallentamento nello smaltimento delle pratiche, 1.100 delle quali sono ancora in attesa di una risposta.

E questo nonostante gli uffici ministeriali e prefettizi abbiano aumentato la produttività. Nel 2009, infatti, erano stati emessi 1.129 decreti (riferiti a istanze presentate quanto meno l'anno prima; di quei decreti, 977 autorizzavano il cambio del cognome e 152 lo negavano), passati a 1.645 (1.529 "sì" e 116 "no") l'anno dopo, e diventati 923 (837 "sì" e 86 "no") verso la metà del 2011.

Di fronte a questo quadro, il Viminale ha, pertanto, pensato di velocizzare la procedura introducendo, attraverso un decreto del presidente della Repubblica, alcune modifiche all'attuale normativa. Il Dpr è stato approvato in via preliminare il 22 luglio 2011 dal Consiglio dei Ministri, dove si prepara a tornare dopo aver ottenuto tutti i via libera di rito: quello della conferenza Stato-città, del Consiglio di Stato e del Parlamento. Il parere delle commissioni parlamentari è recentissimo: il Senato si è pronunciato a inizio febbraio e la Camera lo scorso giovedì. Entrambi i pareri sono favorevoli, ma con osservazioni. In particolare, la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama invita il ministero a valutare l'opportunità di un'ulteriore semplificazione, chiamando in causa, oltre ai prefetti, anche i sindaci.

La semplificazione del cambio cognome:

01 | LA DOMANDA
L'istanza per cambiare il cognome oggi deve essere presentata al prefetto del luogo di residenza, che la istruisce e la trasmette al ministero dell'Interno con un parere e tutta la documentazione necessaria
02 | L'ESAME
Il ministero dell'Interno esamina la pratica e se non ritiene necessario acquisire altri elementi di valutazione, risponde alla prefettura con una relazione e con il decreto provvisorio firmato dal sottosegretario di Stato delegato. Il decreto viene consegnato dal prefetto all'interessato, il quale deve curarne l'affissione all'albo pretorio del comune di residenza e di nascita per trenta giorni consecutivi, così da consentire l'eventuale opposizione da parte di terzi
03 | IL VIA LIBERA
Decorsi trenta giorni senza che nessuno abbia avuto qualcosa da eccepire, il ministero dell'Interno adotta il decreto finale, che invia alla prefettura, la quale lo notifica all'interessato
04 | ITER SPRINT
Con le nuove regole la procedura diventa molto più snella, perché viene saltato tutto il carteggio tra prefettura e ministero dell'Interno. La domanda di modifica del cognome va sempre presentata al prefetto del luogo di residenza, il quale esamina e decide sull'istanza senza interpellare il Viminale

I TEMPI
Oggi occorre almeno un anno e mezzo per ottenere il decreto che autorizza a cambiare il cognome o ad aggiungere quello materno
IL COGNOME MATERNO
Sono più di 400 l'anno le istanze con cui si chiede di aggiungere al cognome paterno quello materno. Si tratta di domande in continua crescita
IN ATTESA
Sono le istanze di modifica del cognome che attendono di essere definite da parte del ministro dell'Interno e delle prefetture competenti
I DECRETI
A inizio agosto 2011 il ministero dell'Interno aveva emesso 923 decreti, di cui 837 di autorizzazione al cambio del cognome e 86 di diniego]]>
Mon, 13 Feb 2012 12:26:19 +0100 Cognomix.it NEWS
I cognomi più diffusi a Bergamo http://www.cognomix.it/articolo_leggi_105.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_105.php Rota e Locatelli. Poi, ben distante dai primi posti, arriva il signor Rossi. All'origine del successo dei più tipici cognomi bergamaschi c'è la Valle Imagna, una terra difficile, dilaniata dalle guerre tra guelfi e ghibellini, che dava poche possibilità ai suoi abitanti, se non quella di trasferirsi in terre più accoglienti.

I Rota e i Locatelli sono i discendenti degli abitanti di Rota Imagna e Locatello, emigrati nei secoli passati in tutta la Bergamasca e altre zone dell'Italia settentrionale. «Non è un caso che tra i cognomi tratti da toponimi non ce ne sia nessuno, ad esempio, derivato da Clusone, un paese ai tempi molto più ricco e meno soggetto all'emigrazione», spiega Umberto Zanetti, accademico dell'Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo ed esperto di lingua e cultura locale.
La necessità di dare un cognome nasce nel basso Medioevo, quando a causa della grande crescita demografica avvenuta in tutta Europa divenne sempre più complicato distinguere un individuo da un altro usando il solo nome personale. Di solito i cognomi derivano da nomi propri di persona, come Gervasoni da Gervasio o Martinelli da Martino, dalla toponomastica, da soprannomi, da mestieri o da caratteristiche fisiche, come Rossi dalla carnagione o forse anche dal colore dei capelli, il più frequente in Italia.

Al quarto posto dei cognomi più diffusi a Bergamo troviamo Capitanio, cioè il capitano, vale a dire chi comanda, fosse anche solo una squadra di operai. Poi vengono i Mazzoleni: «Anche stavolta troviamo la località Mazzoleni in un comune della Valle Imagna, Sant'Omobono, ma in questo caso potrebbe essere il cognome a dare il nome al luogo e non viceversa», precisa Umberto Zanetti. Alla base potrebbe esserci il nome proprio di origine germanica Mazo, poi latinizzato e modificato.

Incerta l'origine dei Carminati, settimo posto pari merito con Ferrari nella classifica anagrafica bergamasca. Si sa che parteggiarono per i ghibellini e che per questo furono cacciati dalle loro valli dal duca di Milano nel XV secolo. Il cognome, antichissimo, deriva probabilmente dal latino «carminator», per identificare un nucleo famigliare addetto alla lavorazione della lana. Più immediato identificare i Ferrari, molto diffusi in tutta l'Italia settentrionale, come i discendenti di un qualche fabbro ferraio. Cortinovis (da corte nuova) è uno dei tanti cognomi fissati sulla carta dai parroci, che, dopo il Concilio di Trento del 1564, ebbero l'obbligo di gestire un registro dei battesimi con nome e cognome per evitare matrimoni tra consanguinei. La desinenza in –is, la stessa di cognomi molto diffusi come Gregis, Maffeis, Noris, Pelis, è molto usata del latino burocratico tardomedievale.

Ci sono poi i cognomi allusivi: «Fumagalli, "affumica galli", Tiraboschi, "attira nei boschi", oppure Bevilacqua e Cantamessa», nota il professor Zanetti. Sono tante e affascinanti le storie dei cognomi, come quella che, nell'alta Val Brembana, lega i Milesi e i Semperboni, come racconta sempre Zanetti: «Quando, ancora in epoca romana, erano attive le miniere, i Milesi erano i "miles", cioè i soldati incaricati di mantenere l'ordine tra i condannati ai lavori forzati. I Semperboni erano gli schiavi che, essendosi sempre comportati bene, venivano liberati».
Tra i nomi legati alla toponomastica troviamo Ravasio, portato da 297 bergamaschi, derivante dall'antica radice «rav» che identifica un terreno franoso. «È la stessa origine che ha Torre de' Roveri, che non ha nulla a che vedere con gli alberi ma solo con le caratteristiche del suolo», specifica il professor Zanetti. Riva fa intuire la vicinanza a un fiume, mentre Agazzi (da «ad gagium»), in modo all'apparenza meno immediato, indica la prossimità ad una selva. Il gaggio era il bosco di proprietà del feudatario in cui era proibito entrare. Chissà che gli Agazzi di un tempo non cacciassero di frodo.

Al nono posto della «top ten» dell'anagrafe troviamo i Belotti, che possono vantare di avere avuto in passato un qualche antenato di particolare avvenenza: «La radice potrebbe essere quella latina di "bellus" (bello), con il tipico suffisso bergamasco in –ott, che non ha paragoni in italiano, non è un accrescitivo né propriamente un vezzeggiativo», è la spiegazione di Zanetti. Altre interpretazioni fanno derivare Belotti da Bellotto, un nome proprio usato nel Medioevo, che con ogni probabilità ha la stessa origine positiva e beneaugurale.]]>
Wed, 08 Feb 2012 19:12:51 +0100 Cognomix.it NEWS
Bianchini alla lavagna! http://www.cognomix.it/articolo_leggi_104.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_104.php E per tutti, per anni, sono stato Bianchini. E’ una cosa che ai miei tempi cominciava alle medie, dove per la prima volta incontravamo i professori, e chiamarti per cognome era un modo di responsabilizzarti: è finita la pacchia della maestra che ti chiama Luca. Stai diventando grande, prenditi le tue responsabilità. Certo.
E negli anni, andando a rebours, sono i cognomi che mi sono rimasti impressi più dei nomi: Lusso e Milanese (erano sempre insieme), Basso, Falcone, Losurdo, Leso, Ferretti e Bressan. E il mitico Palaia.
Se ci pensate, i cognomi hanno una loro forza intrinseca, una provenienza e un suono. Sono già dei piccoli racconti che vengono storpiati, abbreviati, o derisi, a seconda del livello di imbecillità dei compagni.
Ora dall’Inghilterra è arrivata la notizia che con sole 33 sterline, in 10 minuti, sul sito della UK Deed Poll Service si può cambiare sia il nome sia il cognome.
Nell’ultimo anno 30 inglesi sono diventati Michael Jackson, 15 David Beckham, 5 Amy Winehouse e 1 Brad Pitt. Più di 300, invece, hanno scelto un nome nuovo anonimo. Gennaio e settembre sono i periodi in cui si registrano più richieste, probabilmente perché sono i mesi dei buoni propositi.
In Italia, sono 1400 le persone che ogni anno che vogliono cambiarlo. E molti, soprattutto adolescenti, possono anche arrivare a deprimersi: cosa fareste voi se vi chiamaste Faina, Cosentino, Grasso, Purgatorio, Culetto, Tappo, Cappuccio (esempi presi dai miei ascoltatori di Radio2)?
Anche se è un diminutivo plurale, anche se ho un omonimo stupratore seriale, sono troppo affezionato al mio Bianchini.]]>
Wed, 08 Feb 2012 19:09:37 +0100 Cognomix.it NEWS
L'importanza di chiamarsi Brambilla http://www.cognomix.it/articolo_leggi_103.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_103.php antichi mestieri, le usanze dimenticate e le parole cancellate dai vocabolari.

A fornirci questa chiave è Ottavio Lurati, docente di linguistica italiana all' Università di Basilea, con il suo volume «Nomi di luoghi e di famiglie. E i loro perché?... Lombardia, Svizzera italiana e Piemonte» (Pietro Macchione Editore, pp.274, euro 20).

«Un viaggio per vedere quanto ci dice il territorio che ci ospita - scrive Lurati - e, nel contempo, scoprire dei valori comunitari condivisi». I nomi di luoghi e paesi, la storia dei cognomi, la vita quotidiana di un' epoca lontana. Poi un tuffo nelle esistenze di agricoltori, di operai, di monaci, di artigiani, di carpentieri. I campi, i conventi, le botteghe, le piazze, le montagne e le culture diverse che nei secoli, giorno dopo giorno, si sono incontrate, amalgamate, sviluppate, cresciute.

Un lavoro rigoroso e scientifico quello del professore di Chiasso che ci offre la possibilità di rispondere a mille domande e di toglierci parecchi dubbi. Quei cognomi che sentiamo tutti i giorni, per esempio. Basta frenare per un istante la nostra fretta e interrogarci. Ma dove nascono? Da dove arrivano? Chi erano gli antenati che hanno cominciato a scrivere la nostra storia e il nostro presente?

Ci sono i Sacchi, soprannome di un mestiere che nei secoli si è fatto cognome: da guardiansacco, che era l'epiteto di chi andava a controllare nelle dogane oppure i Chiesa, cognome che nasce dalle famiglie che abitavano nei pressi della chiesa. E i Bernasconi? Coloro che sono insediati nella Berna, ossia nello stanziamento fortificato. Un cognome, ricorda il professore, che già nel IX secolo veniva portato con fierezza. Non dimentichiamoci i Garzanti (poi anche Garzelli). Un altro mestiere antico. Gente che lavorava la lana con il cardo. E i Lattuada? Si parte dagli artigiani che lavoravano il tufo che in diversi dialetti si pronunciava tuf o tuv . Da qui la tuvada , il luogo della cava che diventa tuada . E il passo è breve. E i Brambilla? Semplicissimo, le persone giunte da Brambaa, meglio, dalla Val Brembana. Già nel Quattrocento numerosi Brembilla (poi Brambilla) arriveranno come lavoratori agricoli nei dintorni di Milano. Così come i Rava o i Ravizza, cognome che compare in molti luoghi della Lombardia, che arrivarono da una delle località comunemente dette Rava a causa delle frane che avevano segnato la gente e il territorio o i Bertoli, nome di famiglia assai diffuso in tutta l' Italia settentrionale e nel Ticino, che in origine erano i Berth , dal tedesco Berath , che si traduce semplicemente in chiaro e limpido.

«Non solo curiosità - chiarisce il professor Lurati, che nel 2003 vinse il prestigioso Premio Galilei - ma anche una pista nuova per accostarci agli uomini e alle donne che quei nomi hanno dato e continuano a dare». Qualcuno ha definito il professor Lurati un Indiana Jones del linguaggio, un esploratore che si è tenuto sempre ben lontano dai luoghi comuni e dalle vie più facili. Cognomi, famiglie e luoghi. Como, per esempio, che deriva da Cumb, vale a dire un' ampia conca tra le colline. Baranzate di Bollate, Baranzaa ( baragia ) più semplicemente terra abbandonata, Lecco, Leukós , splendente, un richiamo al lago e alle sue luci. E si cammina per i sentieri della storia senza fermarsi.

Poi, magari, si inciampa nei Migliavacca che portano subito al mondo della campagna e ai Tettamanzi (e Tettamanti) ovvero gli incaricati della quotidiana mungitura. Un altro mondo. Un' altra storia. Andiamo oltre.

]]>
Wed, 08 Feb 2012 19:15:30 +0100 Cognomix.it NEWS
Si può aggiungere un altro cognome al proprio http://www.cognomix.it/articolo_leggi_108.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_108.php
Sì, da oggi, grazie ad una sentenza decisamente particolare del Tar Liguria, chiunque di noi potrà aggiungere al proprio anche il cognome di una persona - con il suo assenso - con cui non si condivide nessuna parentela, ma alla quale ci unisce un evento o un sentimento la cui forza emotiva può essere assai più potente di un legame di sangue o di legge.

Il caso pilota è quello trattato pochi giorni fa dal Tribunale Amministrativo Regionale. Ai giudici si era rivolta una nota professionista genovese, la quarantaseienne C. A., alla quale la Prefettura aveva respinto una richiesta. Quella di poter aggiungere al proprio cognome anche quello di un collega, A. L. 76 anni, che per lei ha rappresentato il cardine della sua "crescita umana e professionale".
La sentenza è stata favorevole alla donna, il provvedimento prefettizio di diniego è stato annullato e il ministero dell'Interno condannato a pagare le spese legali, 3mila euro.

La causa ruotava attorno ad un articolo, il 6, del Codice civile quello che si intitola "Diritto al nome" e stabilisce che: "Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito. Nel nome si comprendono il prenome e il cognome. Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati".
Il collegio giudicante che ha affrontato la vicenda era composto dallo stesso presidente del Tar, Santo Balba, e con lui i colleghi Paolo Peruggia e Luca Morbelli.

La professionista, assistita dagli avvocati Giuseppe Inglese e Leonardo Russo, nel suo ricorso ha spiegato che il "dottor A. L. si è occupato della sua istruzione nonché della sua crescita umana e professionale ospitandola in casa. La ricorrente, inoltre, svolge la propria attività professionale insieme al dottor A. L.".

Secondo la Prefettura di Genova, la richiesta era fondata su motivazioni "generiche e estranee ai principi del diritto e dell'ordinamento civile, potendo eventualmente ricorrere all'adozione di persone adulte, ma non alla trasmissione del cognome tra persone non legate da vincoli di parentela".

Il fatto è che tra la professionista e il suo "maestro" di vita, i rapporti sono davvero quelli descritti, cioè di profonda amicizia e riconoscenza, e anche la scelta, non infrequente, di adozioni tra adulti è sembrata innaturale visto che si tratta di una strada spesso percorsa per consentire ad un soggetto di beneficiare di beni o diritti altrimenti negati. Qui, invece, c'è solo il desiderio di un "tributo" di una persona ad un'altra. E Il Tar lo ha riconosciuto come assolutamente legittimo.

Scrivono i giudici che "la sussistenza della ragioni affettive e di gratitudine evidenziate dalla ricorrente sono state confermate dal dottor L. (che ha dato l'assenso all'utilizzo del suo cognome, ndr)". Quanto all'assenza di legami ufficiali, conclude il Tribunale "non può respingersi la domanda di mutamento di cognome per il solo fatto che non vi sia un rapporto di parentela", tanto più che la richiesta riguarda un cognome da affiancare al proprio, "onde neppure si possono evidenziare pericoli di generare confusione".]]>
Fri, 27 Apr 2012 11:34:26 +0200 Cognomix.it NEWS
Doppio cognome ai figli riconosciuti a posteriori dal padre http://www.cognomix.it/articolo_leggi_102.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_102.php cognome materno. Il papà non può chiedere che il figlio adotti soltanto il suo cognome e che gli uffici dell'anagrafe cancellino quello della madre. Lo sottolinea la Cassazione (sentenza 27069/11).

La Suprema Corte ha respinto il ricorso di un padre che voleva che il figlio minore, nato da una relazione con una donna con la quale non era sposato, portasse solo il suo cognome nonostante avesse riconosciuto il bambino a distanza di un po' di tempo dalla nascita. I supremi giudici hanno confermato la decisione con la quale la corte di appello di Caltanissetta, nell’ottobre del 2009, aveva dato ragione alla mamma del bambino contraria al che il figlio subisse la cancellazione del cognome materno nel quale si era ormai identificato e con il quale ormai, era conosciuto a scuola e nella cerchia delle relazioni famigliari materne.



Per la Cassazione anche «un minore in tenerissima età» come il bambino di questo caso, ha diritto a vedere salvaguardata la sua «identità personale». Quando ci sono richieste che riguardano il cambiamento dell’identità dei bambini, si deve comunque «guardare al "vissuto" del minore, alla sua vita trascorsa e anche alle eventuali prospettive future». Queste valutazioni spettano al giudice di merito. In questa vicenda, per la Cassazione, è stato dato il giusto rilievo alla circostanza che «il bambino, pur in tenerissima età, fino ad oggi ha vissuto con la madre, e non si prospetta da parte dei genitori il proposito di vivere stabilmente insieme». Anche se il bambino mantiene dei rapporti con il padre si presume «che egli vivrà prevalentemente con la madre e la famiglia di lei» per questo la Cassazione ha convalidato il verdetto della corte di appello che ha riconosciuto «corrisponde all'interesse del bambino aggiungere il cognome del padre a quello originario della madre, e garantire, anche in prospettiva, la tutela della sua identità personale, in relazione all’instaurato ambiente famigliari e sociale di vita». Così è stata respinta la richiesta del padre.
]]>
Tue, 27 Dec 2011 16:47:59 +0100 Cognomix.it NEWS
La regina e il cognome della discordia http://www.cognomix.it/articolo_leggi_101.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_101.php Il rifiuto della regina di adottare il cognome del marito, Mountbatten.

Lo rivela Sally Bedell Smith, l'autrice del libro sulla Elisabetta Regina che sarà pubblicato in Gran Bretagna in gennaio. Elisabetta sarebbe addirittura scoppiata in lacrime di fronte alla brutale reazione del marito quando lei rifiutò di prendere il cognome di lui. Un litigio che secondo la biografia in arrivo nelle librerie sarebbe anche il motivo per cui trascorsero dieci anni tra la nascita della secondogenita Anna e il terzogenito Andrea.

''Sono l'unico uomo del regno a cui non è permesso di dare il nome ai figli. Non sono altro che una dannata ameba'', si sarebbe lamentato il Principe con un amico. Il duca di Edimburgo infatti avrebbe voluto che la famiglia reale fosse conosciuta come Casa di Mountbatten quando nel 1952 Elisabetta salì al trono. Non era comunque lei la responsabile del rifiuto: l'indicazione di mantenere il proprio cognome era giunta alla regina direttamente da Winston Churchill. Questa storia la faceva stare così male che si attivò poco tempo prima della nascita di Andrea con il premier di allora Harold Macmillan per ''rivedere'' la questione del nome di famiglia.

Questa piccola guerra dentro le sale di Buckingham Palace si chiuse con un compromesso: i discendenti a cui non spetta il titolo di altezza reale avrebbero potuto essere chiamati Mountbatten-Windsor. Così ad esempio Anna all'atto del matrimonio firmò con il doppio cognome il registro nuziale.]]>
Tue, 06 Dec 2011 16:10:24 +0100 Cognomix.it NEWS
Con un click e meno di 40 euro gli inglesi cambiano nome e cognome! http://www.cognomix.it/articolo_leggi_98.php http://www.cognomix.it/articolo_leggi_98.php cambiare nome e cognome.
Costa poco: appena 33 sterline (meno di 40 euro). E bastano dieci minuti sul sito internet della UK Deed Poll Service, un'agenzia che organizza tutta la faccenda e poi invia all'interessato un comunicato ufficiale con il nuovo nome a domicilio. Una firmetta e il cambio è fatto. E da un po' di tempo, nel Regno Unito, lo fanno in tanti.

Perché lo fanno? La gente cambia generalità per varie ragioni, scrive il Sunday Times, rivelando il fenomeno: un divorzio, un debito, l'adorazione di un fan nei confronti di una stella della musica o del cinema o dello sport, oppure semplicemente perché è stanca del proprio nome, considerato brutto o banale. Nell'ultimo anno, per esempio, 30 inglesi hanno cambiato nome e cognome diventando tutti Michael Jackson; 15 sono diventati David Beckham; 5 Amy Winehouse; e 1 Brad Pitt. Più di 300 hanno rinunciato al proprio nome per sceglierne uno per la verità assolutamente anonimo: John Smith (ma magari il loro era originale in modo indesiderabile).

Nel 2001, soltanto 197 cittadini britannici cambiarono nome. Quest'anno, grazie alla rapidità e semplicità del servizio online (usufruibile anche per telefono o andando di persona in appositi uffici), si prevede che saranno 60 mila. In passato bisognava presentare testimonianze a favore del cambio di nome, rivolgersi a un avvocato e pubblicare il cambio su una specie di "gazzetta ufficiale".

Ora è decisamente più facile. Gennaio e settembre sono i mesi in cui più gente cambia nome, dicono le statistiche del Deed Poll Service: forse perché la gente spera di cominciare una nuova vita con il nuovo anno, o con il nuovo anno scolastico. Molti sperano che una nuova identità li metta al sicuro dalla bancarotta: ma se può tenere alla larga i creditori, ovviamente non cancella i debiti. E in ogni caso ci sono dei limiti. Un portavoce della Deed Poll afferma che l'agenzia non rilascerebbe un certificato per cambiare il nome di qualcuno in Osama bin Laden: "Ci sembrerebbe offensivo".]]>
Wed, 19 Oct 2011 10:35:31 +0200 Cognomix.it NEWS