Cambiare cognome è più facile: pensa a tutto il Prefetto

Cambiare cognome sarà più facile. Sono, infatti, in arrivo le nuove regole che trasferiscono tutte le competenze al prefetto, mentre finora la procedura era gestita tra centro e periferia, con lo scambio di carte tra ministero dell'Interno e prefettura che faceva allungare i tempi fino a un anno e mezzo.

È vero che in un passato neanche tanto lontano per cambiare il cognome occorrevano tre anni, ma è altrettanto vero che le richieste sono notevolmente aumentate e una procedura come quella attuale – che prevede di presentare l'istanza al prefetto, il quale istruisce la pratica e la trasmette al ministero, che a sua volta rimanda le carte in periferia con un decreto provvisorio, che diventerà definitivo dopo un certo lasso di tempo – è troppo faticosa e penalizzante per i cittadini.

Via, dunque, alla semplificazione. In un prossimo futuro penserà a tutto il prefetto: riceverà la richiesta di cambiamento del cognome e deciderà se accogliere o meno l'istanza. In questo modo i tempi dovrebbero notevolmente ridursi. Al ministero resterà il compito di emanare le linee guida e sbrogliare eventuali nodi interpretativi delle nuove disposizioni.

La novità farà piacere ai cittadini che pensano di cambiare cognome perché quello che possiedono è fonte di disagio sociale, alle signore divorziate o vedove risposate che chiedono di aggiungere per i figli il nome del nuovo marito a quello del primo, a quanti aspirano ad acquisire un nome d'arte.

Ma farà piacere soprattutto a chi chiede di aggiungere il cognome materno a quello paterno. Si tratta, infatti, di istanze in continua crescita, che ora oltrepassano le 400 domande l'anno. Lo dimostrano i numeri: nel 2009 le richieste complessive di cambiamento del cognome erano 2.134, diventate – per effetto soprattutto delle richieste di aggiunta del cognome materno a quello paterno – 2.982 nel 2010 e 1.961 a inizio agosto 2011. Aumento che ha finito per determinare anche un rallentamento nello smaltimento delle pratiche, 1.100 delle quali sono ancora in attesa di una risposta.

E questo nonostante gli uffici ministeriali e prefettizi abbiano aumentato la produttività. Nel 2009, infatti, erano stati emessi 1.129 decreti (riferiti a istanze presentate quanto meno l'anno prima; di quei decreti, 977 autorizzavano il cambio del cognome e 152 lo negavano), passati a 1.645 (1.529 "sì" e 116 "no") l'anno dopo, e diventati 923 (837 "sì" e 86 "no") verso la metà del 2011.

Di fronte a questo quadro, il Viminale ha, pertanto, pensato di velocizzare la procedura introducendo, attraverso un decreto del presidente della Repubblica, alcune modifiche all'attuale normativa. Il Dpr è stato approvato in via preliminare il 22 luglio 2011 dal Consiglio dei Ministri, dove si prepara a tornare dopo aver ottenuto tutti i via libera di rito: quello della conferenza Stato-città, del Consiglio di Stato e del Parlamento. Il parere delle commissioni parlamentari è recentissimo: il Senato si è pronunciato a inizio febbraio e la Camera lo scorso giovedì. Entrambi i pareri sono favorevoli, ma con osservazioni. In particolare, la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama invita il ministero a valutare l'opportunità di un'ulteriore semplificazione, chiamando in causa, oltre ai prefetti, anche i sindaci.

La semplificazione del cambio cognome:

01 | LA DOMANDA
L'istanza per cambiare il cognome oggi deve essere presentata al prefetto del luogo di residenza, che la istruisce e la trasmette al ministero dell'Interno con un parere e tutta la documentazione necessaria
02 | L'ESAME
Il ministero dell'Interno esamina la pratica e se non ritiene necessario acquisire altri elementi di valutazione, risponde alla prefettura con una relazione e con il decreto provvisorio firmato dal sottosegretario di Stato delegato. Il decreto viene consegnato dal prefetto all'interessato, il quale deve curarne l'affissione all'albo pretorio del comune di residenza e di nascita per trenta giorni consecutivi, così da consentire l'eventuale opposizione da parte di terzi
03 | IL VIA LIBERA
Decorsi trenta giorni senza che nessuno abbia avuto qualcosa da eccepire, il ministero dell'Interno adotta il decreto finale, che invia alla prefettura, la quale lo notifica all'interessato
04 | ITER SPRINT
Con le nuove regole la procedura diventa molto più snella, perché viene saltato tutto il carteggio tra prefettura e ministero dell'Interno. La domanda di modifica del cognome va sempre presentata al prefetto del luogo di residenza, il quale esamina e decide sull'istanza senza interpellare il Viminale

I TEMPI
Oggi occorre almeno un anno e mezzo per ottenere il decreto che autorizza a cambiare il cognome o ad aggiungere quello materno
IL COGNOME MATERNO
Sono più di 400 l'anno le istanze con cui si chiede di aggiungere al cognome paterno quello materno. Si tratta di domande in continua crescita
IN ATTESA
Sono le istanze di modifica del cognome che attendono di essere definite da parte del ministro dell'Interno e delle prefetture competenti
I DECRETI
A inizio agosto 2011 il ministero dell'Interno aveva emesso 923 decreti, di cui 837 di autorizzazione al cambio del cognome e 86 di diniego
13 febbraio 2012 - Articolo di Antonello Cherchi
tratto da IlSole24Ore.com

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