Bianchini alla lavagna!

Bianchini alla lavagna, diceva la Sorrentino ai tempi del liceo.
E per tutti, per anni, sono stato Bianchini. E’ una cosa che ai miei tempi cominciava alle medie, dove per la prima volta incontravamo i professori, e chiamarti per cognome era un modo di responsabilizzarti: è finita la pacchia della maestra che ti chiama Luca. Stai diventando grande, prenditi le tue responsabilità. Certo.
E negli anni, andando a rebours, sono i cognomi che mi sono rimasti impressi più dei nomi: Lusso e Milanese (erano sempre insieme), Basso, Falcone, Losurdo, Leso, Ferretti e Bressan. E il mitico Palaia.
Se ci pensate, i cognomi hanno una loro forza intrinseca, una provenienza e un suono. Sono già dei piccoli racconti che vengono storpiati, abbreviati, o derisi, a seconda del livello di imbecillità dei compagni.
Ora dall’Inghilterra è arrivata la notizia che con sole 33 sterline, in 10 minuti, sul sito della UK Deed Poll Service si può cambiare sia il nome sia il cognome.
Nell’ultimo anno 30 inglesi sono diventati Michael Jackson, 15 David Beckham, 5 Amy Winehouse e 1 Brad Pitt. Più di 300, invece, hanno scelto un nome nuovo anonimo. Gennaio e settembre sono i periodi in cui si registrano più richieste, probabilmente perché sono i mesi dei buoni propositi.
In Italia, sono 1400 le persone che ogni anno che vogliono cambiarlo. E molti, soprattutto adolescenti, possono anche arrivare a deprimersi: cosa fareste voi se vi chiamaste Faina, Cosentino, Grasso, Purgatorio, Culetto, Tappo, Cappuccio (esempi presi dai miei ascoltatori di Radio2)?
Anche se è un diminutivo plurale, anche se ho un omonimo stupratore seriale, sono troppo affezionato al mio Bianchini.
27 gennaio 2012 - Articolo di Luca Bianchini
tratto da VanityFair.it

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