La regina e il cognome della discordia

L'apparenza inganna. Tra la regina Elisabetta d'Inghilterra e il marito, Filippo duca di Edimburgo, a un passo dal traguardo dei 64 anni di matrimonio, non tutto è filato liscio da quando sono sposati: la loro storia sarebbe stata caratterizzata da dieci anni di litigi. Il motivo? Il rifiuto della regina di adottare il cognome del marito, Mountbatten.

Lo rivela Sally Bedell Smith, l'autrice del libro sulla Elisabetta Regina che sarà pubblicato in Gran Bretagna in gennaio. Elisabetta sarebbe addirittura scoppiata in lacrime di fronte alla brutale reazione del marito quando lei rifiutò di prendere il cognome di lui. Un litigio che secondo la biografia in arrivo nelle librerie sarebbe anche il motivo per cui trascorsero dieci anni tra la nascita della secondogenita Anna e il terzogenito Andrea.

''Sono l'unico uomo del regno a cui non è permesso di dare il nome ai figli. Non sono altro che una dannata ameba'', si sarebbe lamentato il Principe con un amico. Il duca di Edimburgo infatti avrebbe voluto che la famiglia reale fosse conosciuta come Casa di Mountbatten quando nel 1952 Elisabetta salì al trono. Non era comunque lei la responsabile del rifiuto: l'indicazione di mantenere il proprio cognome era giunta alla regina direttamente da Winston Churchill. Questa storia la faceva stare così male che si attivò poco tempo prima della nascita di Andrea con il premier di allora Harold Macmillan per ''rivedere'' la questione del nome di famiglia.

Questa piccola guerra dentro le sale di Buckingham Palace si chiuse con un compromesso: i discendenti a cui non spetta il titolo di altezza reale avrebbero potuto essere chiamati Mountbatten-Windsor. Così ad esempio Anna all'atto del matrimonio firmò con il doppio cognome il registro nuziale.
3 dicembre 2011 - Articolo tratto da TGcom.it

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