Caos tre nomi: "Toglierne uno ai filippini"

Perdere un nome, ma guadagnarci in termini di tempo speso a combattere la burocrazia. E' l'unica soluzione che pare percorribile per 'sgravare' i filippini che vivono a Bologna e dintorni dall'incombenza di dover chiedere alla loro Ambasciata in Italia una dichiarazione scritta che accerti la loro identita'. E' il problema di cui ha discusso a meta' luglio il Consiglio provinciale degli stranieri di Bologna decidendo di fare un appello alla Prefettura e ai Comuni affinche' si adeguino alla circolare del ministero dell'Interno del 2010 e d'ora in poi registrino i filippini all'anagrafe solo con nome e cognome, senza il cosiddetto "middle name".

Infatti, i cittadini della Repubblica delle Filippine hanno il nome proprio, quello 'di mezzo' (middle name) che e' il cognome della madre, e il cognome, lo stesso del padre. Per fare un esempio: Sanchez (nome) Rosa (middle name) Fulano (cognome). E cosi' nel passaporto e nei documenti rilasciati nelle Filippine, il middle name c'e' sempre. Invece, negli uffici italiani, "e' stata adottata la regola di accorpare il middle name al nome proprio, come se fosse un secondo nome proprio, quindi sul permesso di soggiorno del signor Sanchez c'e' scritto: nome, Sanchez Rosa; cognome: Fulano", segnala il Consiglio degli stranieri. E la cosa "ha creato diversi problemi". Infatti, per via di "sviste degli uffici italiani o degli stessi cittadini filippini" sono stati stampati documenti, come il permesso di soggiorni, con il primo nome e il cognome, senza middle name, creando quindi una discrepanza con i documenti filippini. La conseguenza e' che Anagrafe, Inps e Agenzia delle Entrate, quando registrano questa situazione, si fermano e chiedono una dichiarazione dell'Ambasciata che chiarisca che il titolare del permesso di soggiorno e' la stessa persona
del passaporto.

Proprio dietro suggerimento dell'Ambasciata delle Filippine in Italia, il ministero dell'Interno, si legge ancora nel documento prodotto dal Consiglio degli stranieri, "prova a venire fuori da tanta confusione, eliminando il middle name". Quindi, per rimanere all'esempio, al Comune di Bologna "risultera' un residente filippino chiamato semplicemente Sanchez Fulano". In altre parole, questa persona "avra' perso un pezzo di nome ma almeno, se il nuovo sistema funziona, nessuno gli potra' dire che Sanchez Rosa Fulano del suo passaporto e' un'altra persona".

E' un problema non da poco per la comunita' filippina (conta 4.853 persone), la piu' numerosa a Bologna e tra le prima in provincia e in regione, sottolinea il Consiglio consapevole anche che "questa novita' avra' un forte impatto nel nostro territorio e comportera' ulteriore spese ai cittadini filippini per il cambio dei dati delle loro carta d'identita' e dei codici fiscali". Ma altre strade pare non ce ne siano. E cosi', con un ordine del giorno approvato all'unanimita', il Consiglio degli stranieri invita i Comuni, gli uffici dell'Anagrafe e la Prefettura a "provvedere alla piena applicazione della circolare del Viminale", e dunque a registrare le persone senza 'middle name', "per evitare ulteriori richieste di chiarimenti ai cittadini filippini e costringerli a portare una dichiarazione della loro Ambasciata in Italia per chiarire queste discrepanze". Alla Questura si chiede di procedere all'aggiornamento del permesso di soggiorno. Un appello viene rivolto anche allo Stato filippino, attraverso le rappresentanze consolari, a modificare i dati anagrafici sul passaporto.
 

11 agosto 2011 - Articolo tratto da IlRestodelCarlino.it

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