Obama scopre le origini irlandesi della sua famiglia

MONEYGALL - "Welcome home mr president": ormai è fatta, Barack Obama, anzi O'Bama, è irlandese Doc. Dopo le "speculations" in campagna elettorale, ora lo conferma l'Irlanda tutta che vanta legami di parentela con 40 milioni di americani. Lo conferma soprattutto il reverendo anglicano di Moneygall, questo paesino di 300 anime (298 per essere precisi) che ha ricostruito le genealogia della famiglia materna del presidente degli Stati Uniti d'America: dopo i nomi di indubitabile discendenza irlandese come quello dei Kennedy, dei Reagan, dei Clinton (da parte di madre, i Cassidy) dei Bush (secondo le ricostruzioni genealogiche erano persino cugini di un presidente irlandese, Erskine Hamilton Childers, che morì nel 1974 durante il suo mandato), l'onore tocca ora anche all'improbabile nome Obama.

L'eccitazione è palpabile già a Dublino. ,ancora inebriata per la visita di pochi giorni fa della Regina Elisabetta, prima visita in cento anni di un monarca britannico in Irlanda. Dopo essersi commossi per le diverse gradazioni di verde dei suoi vestiti, dopo averla ribattezzata Eilis A Do ( Elisabetta II in gaelico), gli irlandesi ora sono già concentrati su "Barack" e sono molto più eccitati da questa parentela obamiana che dalla prospettiva che negli incontri ufficiali il presidente possa aiutarli sulla questione non irrilevante del debito.

Così, domenica mattina, un giorno prima dell'arrivo del presidente, atteso per questa oggi alle 9.30 (10.30 ora italiana), siamo dunque venuti a fare una vista a questo paesino a circa 140 chilometri da Dublino. Visita rapida perché anche a volersi impegnare le case sono pochine, ordinate e rigorosamente bianche distribuite lungo la strada centrale, Main Street. Ce ne sono altre sul retro di Main Street e c'è qualche negozio e pochissimi locali: Ollie's Hayes Pub e' la birreria dove Obama si fermerà (almeno così ci dicono, in effetti di presentabile non c'era altro) a bersi una Guiness. Dentro c'è già un busto di Obama.

Il trisavolo del presidente all'origine di questo bailamme è Fulmoth Kearney, che nel 1850 partì a 19 anni per cercare fortuna in America. Suo padre, Joseph, era il calzolaio del villaggio e dunque per quei tempi era benestante, al punto che sul primo nome, Maureen Dowd ha scritto sul New York Times che forse deriva da "full mouth", bocca piena, perché durante la carestia i protestanti avevano piu' soldi dei cattolici o forse da foul mouth che vuol dire vittorioso in gaelico. Comunque sia, Fulmoth aveva avuto garanzie di una concessione terriera in America e dunque partì, andò a Tipton in Indiana, poi la famiglia cominciò a girovagare com'è normale negli Stati Uniti alcuni andarono in Ohio a Ross County.

Mary Ann Kearney, la figlia più giovane di Falmouth andò invece in Kansas dove si sposò. Ed è lei la nonna paterna di Stanley Durham, il nonno materno del presidente Obama, con il quale è cresciuto alle Hawaii. Complicato? Non più' di tanto, i mormoni ad esempio sono bravissimi a ricostruire genealogie incrociate. Le certificazioni in questo caso le ha trovate il reverendo Stephen Neill della chiesa anglicana: "Le prove ci sono tutte" ha detto. Qualcuno ha sollevato un sopracciglio. Finalmente Megan Smolenyak, scovata dal Washington Post, la responsabile della storia delle famiglie per il sito ancestry.com ammette che non vi e' un singolo documento comprovante "Ma ci sono almeno 20 pezze d'appoggio che messe insieme provano con assoluta certezza che le radici di Obama sono a Moneygall".

E tutto a Moneygall sta cambiando nome, c'è una piazza Obama, ci saranno minuscole viuzze chiamate Obama, presto ci sarà un'uscita d'autostrada chiamata a Obama. C'è anche un cugino, Henry Healy, magrino, 26 anni alto, un contabile. Stringerà la mano al presidente. Meglio che la visita ai cugici irlandesi sia venuta prima della visita alla terra paterna del Kenya. Il gemellaggio Irlanda/Obama conviene a entrambi: il paesino diventerà metà turistica obbligata. E Obama oltre a corteggiare i 40 milioni di irlandesi americani vantando di essere "uno di loro", ripasserà a ogni tappa elettorale negli Stati Uniti i suoi legami diretti con l'Indiana, ma soprattutto, con il Kansas e l'Ohio da sempre due stati chiave per aggiudicarsi le elezioni americane.

22 maggio 2011 - Articolo tratto da IlSole24Ore.com
22 Maggio 2011

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