Quando il doppio cognome darà dignità alle donne?

Serve una legge per dare dignità al cognome delle donne, perché i tempi lo chiedono, perché la costituzione lo stabilisce, perché la Corte Costituzionale lo reclama e perché il mondo civile ci bacchetta.

In Italia un bimbo che nasce e prende il cognome della madre, ignorato dal padre, può essere riconosciuto dal volubile genitore maschio anche anni dopo su istanza di quest'ultimo, e così il figlio ormai adolescente cambia cognome assumendo solo quello paterno.

Strascichi legali possono continuare anche per molti anni in lotte lunghissime.

In uno di questi casi, la Cassazione ha riaperto il caso e stabilito, dopo molti anni, molte scartoffie e sentenze ribaltate, che il ragazzo, che voleva solo il cognome materno, se vuole cambiare cognome si deve rivolgere agli uffici dello stato civile come prevede il decreto parlamentare 396 del 2000.

Tutto questo aggrovigliarsi di sentenze, che si basano per lo più non su una legge che attribuisce il cognome paterno, ma su una "consuetudine", è un'offesa a quanto è scritto nella nostra costituzione.

La famiglia patriarcale e il modello maschilista/sciovinista passano anche dalla negazione del doppio cognome e dalla pari dignità del cognome materno rispetto a quello paterno, e ciò nel 2009 è inaccettabile. Purtroppo è tanto veritiera la discriminazione, quanto l'indolenza di moltissime cittadine, troppo occupate a passeggiare sullo stiletto quindici per le vie dello shopping della Capitale, e mai nella zona di Montecitorio, dove uomini fanno e disfano indisturbati o appena annoiati dalle poche parlamentari donne che faticano moltissimo.

Troppe donne disprezzano i diritti acquisiti grazie alle madri femministe o ancora di più grazie alle donne partigiane, della costituente, quelle che molto hanno lottato. Sembra difficile da intaccare soprattutto il maschilismo delle donne, e le nuove generazioni hanno una personalità incolore.

Perché i figli non possono avere solo il cognome della madre o entrambi? In Italia si arriva ad umilianti cause giudiziarie per cui un padre che riconosce un figlio naturale dopo alcuni anni può cancellare via il cognome della madre, perfino contro la volontà del ragazzo ormai adulto, a cui i tribunali hanno negato d'essere padrone della propria identità.

Auspico che le coscienze delle donne si sveglino, perché non si tratta solo di un cognome, bensì di un principio di civiltà già acclarato e riconosciuto in moltissimi paesi.

28 agosto 2009 - Articolo di Simona Aiuti
tratto da ItaliaChiamaItalia.net
28 agosto 2009

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