Il padre lo riconosce e cambia cognome - Giovane assolto dall'accusa di falso

Si reca a scuola guida per sostenere l'esame di guida per la patente "B". Compila l'autocertificazione ma per una serie di "disguidi" si ritrova alla sbarra accusato di aver reso delle dichiarazioni mendaci. Durante il processo, si riesce a provare che, in realtà, il giovane non aveva dichiarato il falso, bensì che il suo nome era nel frattempo cambiato per effetto del riconoscimento del padre, di cui aveva acquisito il cognome. è stato perciò assolto.

L'episodio che ha dato origine alla vicenda giudiziaria si verificò nel 2006. Il ragazzo, allora ventenne, decise di prendere la patente ma dichiarò di non aver mai conseguito il diploma di scuola media inferiore. Per questo motivo chiese di rispondere alla domande di teoria oralmente anzicché per iscritto. Seguì una verifica presso la scuola media da parte della Guardia di finanza. A sorpresa il nome del ragazzo non risultava in nessun archivio. Eppure dalle sue dichiarazioni emergeva che, pur non avendo sostenuto l'esame, aveva frequentato l'istituto. La circostanza gli procura una denuncia dinanzi all'autorità giudiziaria e il successivo rinvio a giudizio. Durante il processo, assistito dall'avvocato Gianluca Giammatteo del foro di Isernia, il giovane si difende. Dichiara che lui quell'istituto lo ha frequentato e che sta dicendo la verità. La difesa svolge delle indagini.

Ricostruendo la vita del ragazzo emerge un episodio: quando frequentava la scuola media il giovane portava un altro cognome. Semplicemente perché la madre lo aveva registrato alla sua nascita col proprio cognome. Solo in un periodo successivo suo padre si riavvicinò e volle riconoscerlo: ecco perchè sui registri dell'istituto scolastico non c'era traccia di quel nome o, meglio ancora, di quel cognome. L'avvocato Giammatteo durante il dibattimento ha infatti prodotto una certificazione rilasciata dall'ufficio anagrafe in cui si attestava che i due cognomi erano riferibili alla stessa persona. Documento che ha dimostrato l'innocenza dell'imputato: quando affermava che pur avendo frequentato la scuola, non aveva mai conseguito il diploma, stava dicendo la verità. Circostanza che ha trovato riscontro anche nell'attestazione della scuola, acquisita agli atti. è stato perciò assolto perché il fatto non sussiste.

20 ottobre 2008

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