I cognomi degli altri

In Italia si trasmette dal padre ai figli. Non in Pakistan e in alcuni paesi del Maghreb. Come si regola l'anagrafe.

Il cognome, in Italia come all'estero, segna il cammino di una famiglia, ma la sua modalità di trasmissione non è uguale in tutto il mondo. Affrontiamo il problema con Nabila Kouachi, mediatrice culturale imolese di origine algerina e Koufar, anch'essa imolese ma di origine pakistana. "In Pakistan - spiega Koufar - non esiste il cognome, si seguono delle usanze, ma non c'è una regola per determinare il cognome di una famiglia. Generalmente ad un bambino viene dato il nome Mohamed più un altro nome scelto dai genitori, mentre il cognome sarà il nome del padre. In realtà al bambino può essere assegnato qualunque cognome che può essere il nome del padre, dello zio, come di chiunque altro. Per le femmine si usa dare come cognome il nome della madre, ma è possibile darle anche il nome del padre, dipende da come suona il nome della bambina con il nome del padre".

In un nucleo familiare di quattro persone, madre, padre e due figli, quindi, nessuno dei bambini avrà lo stesso cognome del padre. "Per riconoscersi - continua Koufar - a scuola si identifica un bambino con il padre, ad esempio 'Mohamed figlio di Ali', oppure secondo il mestiere che fa, quindi 'Mohamed il medico'. Per le persone più ricche si usa invece dare oltre al nome e cognome anche la casta di appartenenza, ma questo sistema non viene usato dalle caste più basse perché non è un motivo di identificazione". "In Italia - conclude Koufar - le famiglie pakistane solo ora si stanno rendendo conto di questa diversità e si stanno adeguando alla legge italiana. Penso sia necessario informare queste persone in anticipo". Differente la situazione in Maghreb, regione mediterranea dell'Africa situata a migliaia di chilometri dal Pakistan, come ci spiega Nabila.

"Nel Maghreb orientale, soprattutto in Egitto, le modalità di trasmissione del cognome sono del tutto differenti da quelle italiane. Ai nuovi nati viene dato il nome scelto dalla madre e dal padre, avrà poi due cognomi, il primo sarà il nome del padre mentre il secondo sarà il nome del nonno, sempre seguendo il ramo maschile della famiglia. Padre e figlio avranno dunque un cognome in comune ed uno differente, mentre il nascituro avrà un cognome completamente diverso da quello di suo nonno. Seguire il proprio albero genealogico è possibile anche se diventa più complicato che in Italia. Qualche problema potrà sorgere quando verrà alla luce la seconda generazione, ovvero i nipoti dei primi immigrati, proprio per le usanze locali dei loro paesi di origine. La trasmissione del cognome nel mio paese natale non ha grosse discrepanze con quello italiano, l'Algeria essendo stato a lungo un paese coloniale ha mantenuto le strutture burocratiche francesi preesistenti. La situazione comincia ad essere differente in Marocco dove il cognome proviene dalla tribù, ad ogni modo il cognome resta sempre di modello patriarcale".

La questione è piuttosto intricata, per cui abbiamo verificato come si regolino all'Ufficio Anagrafe, nello specifico a quella di Castel San Pietro Terme. "Dal Ministero abbiamo ricevuto precise direttive, per la registrazione dei neonati di prassi chiediamo al padre il passaporto oppure un documento valido e diamo al nascituro il cognome del padre, mentre per quanto riguarda i rapporti di fratellanza ci facciamo rilasciare una dichiarazione dove è scritto che due fratelli, pur avendo cognomi differenti, sono consanguinei. Tutto questo perché ogni Stato ha una sua differente legislazione che regola i cognomi."

10 ottobre 2006 - Tratto da SabatoSeraOnLine.it
10 ottobre 2006

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