Ancora sui cognomi augurali

Nella scorsa puntata abbiamo esaminato una certa quantità di cognomi augurali e gratulatori. Ricordate? I primi sono cognomi di buon auspicio per il neonato, che appunto augurano un futuro felice e pieno di cose belle. I secondi invece spostano l'attenzione sui genitori, che ricevono le congratulazioni per la nascita sotto forma di appellativo/cognome per il bambino.

Continuiamo dunque la rassegna: come abbiamo già visto gran parte di questi cognomi è formata da un sostantivo e da un prefisso "qualitativo", che funge da aggettivo o avverbio di modo, e che soprattutto racchiude in sé la funzione augurale.

Fra i più comuni troviamo ilprefisso Ben: originato dall'avverbio Bene, è stato trasformato in generico cognome augurale, ma è anche utilizzato nella forma tronca per formare cognomi composti: ad esempio Bennato, con le varianti Bennati, Bennate, Benato, Benati, popolare fra Umbria e Toscana e contrazione di "bene nato", cioè "nato bene". Da altre combinazioni abbiamo l'emiliano Ognibene, diffuso anche in Sicilia, che augura appunto "ogni bene" al bambino, o il panitaliano Bentivoglio (Bentivogli), cognome che esprime affetto verso il neonato, dicendogli, né più né meno, "ti voglio bene";ha un nucleo ligure Benvenuto, con le variazioni Benvenute e Benvenuti, a sua volta contratto nel toscano Nuti, che accoglie il bambino dandogli, appunto, il "benvenuto". E' molto simile a quest'ultimo Benincasa, che ha epicentri in Calabria, Campania e Lombardia, e può essere interpretato come "(giunto) bene in (questa) casa", quindi un cognome che saluta l'arrivo del neonato, oppure come "che stia, che sia un" bene in (questa) casa".

Le ambiguità di interpretazione non sono rare: ne troviamo anche in Bencivenga, cognome diffusissimo in Campania, con le alterazioni popolari Bencivegna e Bencivegni, il cui significato è letteralmente "(che il bambino) venga a noi bene": in questo caso venire può riferirsi tanto al momento della nascita (venire al mondo), quanto al futuro(venire su, crescere); è interessante notare che la versione gratulatoria Bentivenga (o Bentivegna, Bentivenni) mantiene il cognome sostanzialmente identico, mutando però il pronome, cioè il destinatario dell'augurio (in questo caso il significato è "(che) venga bene a te (genitore)")

Diverso è il caso di Benigni, comune al centro nord, con le alterazioni Benigno, Benigna, Benignetti, Benignati, che sembra avere un duplice significato: a seconda dei casi può essere un cognome augurale, e significare"(che il bambino sia) benigno, un bene", oppuredescrittivo, cioè riferito al carattere o all'aspetto di una persona adulta. Analogamente, il cognome Benevento, alterato in Beneventi e Benivento, può derivare dal toponimo campano oppure riportare un "buon evento" come la nascita di un figlio.

Chiarissimo invece il cognome Maschio, diffuso in Veneto, con le varianti Maschi, Maschietti, Maschietto e i derivati campaniMascolo eMascoli, che attesta la soddisfazione dei genitori, o i complimenti dei parenti, per la nascita di un erede di sesso maschile. Concludiamo con il bizzarro Balsamo (o Balsami), diffuso in tutta la penisola, che attribuiva poteri ristoratori e lenitivi ai figli di genitori particolarmente poetici.

Ringrazio le molte persone che mi hanno contattata perconoscere l'origine del proprio cognome: purtroppo non è possibile rispondere a ognuno di voi, comunque i cognomi richiesti sono stati inseriti in banca dati e saranno utilizzati per le prossime puntate della rubrica.

Rubrica curata da Claudia Busetto

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