Elio Fiorucci si riprende il suo nome, anche se aveva venduto il suo cognome
Elio ha diritto al suo nome, Ue ne vieta uso a Edwin.
"Fiorucci" sì, ma "Elio Fiorucci" è un abuso
Elio Fiorucci si riprende il suo nome, anche se aveva venduto il suo cognome. Lo ha deciso il Tribunale di
primo grado delle Comunità europee in una procedimento intentato dallo stilista
contro la multinazionale giapponese Edwin Co., alla quale aveva ceduto la sua
società nel 1990 con l'autorizzazione all'uso del marchio "Fiorucci", ma senza
fare alcuna menzione al nome di battesimo "Elio".
Fatto sta che nel 1997 la
Edwin chiese la registrazione del marchio europeo "Elio Fiorucci", cosa che
allo stilista non è mai andata giù, finchè nel 2003 si è rivolto all'Ufficio
per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (Uami). In
una prima decisione questo gli aveva dato ragione, ma poi ad un ricorso della
Edwin gli diede torto.
Fiorucci è andato avanti, fino al Tribunale, il quale ha
stabilito che "a norma del regolamento n. 40/94: 'il marchio comunitario è
nullo se la sua utilizzazione può essere vietata in virtù di un altro diritto
anteriore, in particolare: a)del diritto al nome'; secondo la normativa
comunitaria o secondo il diritto nazionale che ne disciplina la protezione".
Quindi la sentenza afferma che "la decisione della prima commissione di ricorso
dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno è annullata in quanto
contiene un errore di diritto nell'interpretazione, del codice italiano della
proprietà industriale".
Elio Fiorucci ha riacquistato il controllo sul suo
nome. Inoltre il Tribunale ha deciso che "l'Uami sopporterà le proprie spese
nonché due terzi di quelle sostenute dal sig. Elio Fiorucci. La Edwin Co. Ltd
sopporterà le proprie spese nonché un terzo di quelle sostenute dal sig. Elio
Fiorucci".
Articolo tratto da WallStreetItalia.com
14 maggio 2009