Caccia agli antenati, il Friuli sul web
Attiva su Internet una banca dati con oltre 100 mila documenti dal 1850 in poi
Il progetto è stato curato dall'Archivio di Stato di Udine con il sostegno
della presidenza del consiglio. L'accesso al sito è gratuito Il Friuli storico
sbarca su Internet. Ricostruire volti, storie, nomi di un Friuli da conservare,
genealogie da ricomporre, riannodare i fili di un passato di emigrazioni e
abbandoni che troppe volte ha determinato una cesura con l'origine friulana.
Ritrovare gli antenati, consegnare un'eredità ai posteri, ma anche avviare l'
iter per le pratiche pensionistiche e l'acquisizione della cittadinanza
italiana da parte dei discendenti dei friulani che vivono all'estero d'ora in
avanti saranno operazioni possibili con un semplice click sul web, grazie a
"Friuli in prin", la prima banca dati, forte di oltre 100 mila nominativi, una
vera esclusiva a livello nazionale, dedicata all'anagrafe storica delle
famiglie friulane (www.friulinprin.beniculturali.it ).
Il progetto-pilota dell'Archivio di Stato di Udine è diventato globale: in
qualsiasi parte del mondo vi troviate, basta collegarsi al sito per scoprire i
documenti anagrafici, i collegamenti con le famiglie, le loro vicissitudini in
patria e all'estero. Presto Friul in prin conterrà anche le informazioni sul
mandamento di Pordenone. Entrando nella homepage si clicca "Accedi alla banca
dati" e nella prima maschera bisogna inserire il cognome (obbligatorio) e il
nome della persona di cui si cercano i documenti di matrimonio e/o di leva,
omettendo accenti e apostrofi. L'esito della ricerca riporta l'elenco delle
persone corrispondenti ai parametri inseriti. Il collegamento presente sul nome
porta alla scheda di dettaglio e cliccando sulla stringa sottostante si accede
alla scheda delle fonti conservate in Archivio. La scheda riporta tratti
somatici, le varianti dei nomi rispetto alla registrazione ufficiale,
professione, soprannomi, luoghi degli avvenimenti, relazioni parentali. Non
trovate un cognome? Controllate la tabella sulla diffusione dei cognomi.
I pezzi della storia - ricavati da 84 mila atti di matrimonio e quasi 134
mila di leva - sono stati rimessi insieme dal 2003 ad oggi, in una "maratona di
tutela dell'identità voluta per valorizzare le fonti sulla storia della
popolazione", ha spiegato la direttrice Roberta Corbellini, in Fondazione Crup
il cui presidente, Silvano Canterin, si è impegnato a supportare le fasi
successive del progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
- 272 mila euro erogati sulla base della legge 482 in materia di salvaguardia
delle minoranze - e dalla Direzione generale per gli archivi (15 mila). Friuli
in prin - che significa dapprima in marilenghe - vanta la collaborazione del
Dipartimento di scienze statistiche dell'Ateneo e della Società Filologia
friulana, oltre all'annunciata sinergia con l'Ente Friuli nel mondo, confermata
dallo stesso Santuz, visto che gli utenti finali del progetto sono soprattutto
i discendenti di emigrati che ogni anno inviano all'archivio 500 richieste di
informazioni. Oltre a friulano, italiano e inglese presto si troveranno le
traduzioni anche in sloveno e tedesco.
Articolo di Irene Giurovich
Tratto da http://espresso.repubblica.it
5 giugno 2008